Apri la pagina “Chi siamo” di qualche sito di attività umbre e molto spesso troverai una frase simile: “Siamo una realtà giovane e dinamica che offre professionalità, passione e competenza a 360 gradi”. Una pasticceria di Città di Castello, uno studio di commercialisti a Terni, un’officina di Foligno: tutti con lo stesso testo, cambiato il nome.
Eppure è la pagina che apre chi sta per chiamarti e vuole capire con chi avrà a che fare. In questa guida vedi cosa deve contenere, come strutturarla in sei parti, quali frasi togliere e alcuni esempi da adattare alla tua attività.
A cosa serve davvero la pagina Chi siamo?
Chi apre questa pagina ha già un certo interesse: ha visto i tuoi servizi o i tuoi prodotti e prima di scriverti vuole togliersi un dubbio. Le domande che ha in testa sono quasi sempre tre:
- Chi c’è dietro? Una persona, una famiglia, una squadra. Con un nome e una faccia.
- Perché dovrei fidarmi? Da quanto lavori, cosa hai fatto, come lavori.
- Come vi contatto? Dove sei, quando rispondi, con quale canale.
C’è poi un secondo pubblico: Google e gli assistenti AI. La guida di Google sui contenuti utili, affidabili e pensati per le persone chiede tra le altre cose se è evidente ai visitatori chi ha creato i contenuti, e cita come esempio di trasparenza il link a una pagina informativa del sito. La stessa guida avverte di non usare informazioni ingannevoli sugli autori. Una pagina Chi siamo con persone vere, ruoli e dati verificabili va esattamente in quella direzione.
Per gli assistenti come ChatGPT o Perplexity vale lo stesso principio: per citarti devono capire chi sei, dove lavori e cosa fai, e trovare le stesse informazioni sul sito, sulla scheda Google e sui social. Ne parliamo nella guida su come farsi trovare da ChatGPT e dagli assistenti AI.
Come si struttura una buona pagina Chi siamo?
Una struttura che funziona per quasi tutte le piccole attività ha sei parti. Non servono tutte della stessa lunghezza: alcune sono due righe.
1. L’apertura: chi sei in una frase
La prima frase dice cosa fai, per chi e dove. Niente premesse.
Siamo un forno a conduzione familiare nel centro di Città di Castello: facciamo pane con lievito madre e dolci tipici umbri dal 1987.
2. La storia, in breve
Non serve partire dal nonno, a meno che il nonno non c’entri davvero. Racconta i due o tre momenti che spiegano perché lavori così oggi: come hai cominciato, una scelta che hai fatto, un cambiamento importante.
3. Le persone
Nome, ruolo, una riga su cosa fa ciascuno e una foto. Per uno studio professionale aggiungi titoli e iscrizioni agli albi; per un negozio basta dire chi trovi al banco e chi ti segue dopo l’acquisto. Le persone sono il motivo per cui un cliente sceglie una piccola attività invece di una catena: mostrarle è il tuo vantaggio.
4. Come lavori
Qui stanno le scelte che ti distinguono. Cosa fai e cosa non fai, come segui il cliente, quali materiali o fornitori scegli e perché. Un’officina che manda la foto del pezzo da cambiare prima di cambiarlo dice di più con questa frase che con “trasparenza e onestà”.
5. Le prove
Fatti che chiunque può verificare: anni di attività, lavori realizzati con un link, iscrizioni, certificazioni, recensioni vere. Se mostri recensioni, usa quelle reali della scheda Google, con il testo esatto: è anche una questione di legge, come spieghiamo nella guida sulle recensioni Google.
6. Dove sei e come contattarti
Indirizzo, orari, telefono, WhatsApp, email. E un invito chiaro all’azione: “passa a trovarci”, “chiedi un preventivo”, “prenota una visita”. Per le società, ricordati che alcuni dati aziendali vanno mostrati sul sito per legge: trovi l’elenco negli obblighi di legge per il sito.
Quali frasi togliere dalla pagina Chi siamo?
Il test è semplice: se la frase andrebbe bene anche per il tuo concorrente, toglila o rendila concreta.
| Frase generica | Cosa dice al cliente | Versione concreta |
|---|---|---|
| Professionalità, passione e competenza | Niente: lo dicono tutti | Seguiamo ogni cliente con la stessa persona, dal primo sopralluogo alla consegna |
| Realtà giovane e dinamica | Non si capisce chi siete | Abbiamo aperto nel 2021 in tre: io in cucina, mia sorella in sala, Luca al bar |
| Servizi a 360 gradi | Fate tutto, quindi niente in particolare | Ci occupiamo di impianti elettrici per case e negozi; il fotovoltaico lo facciamo con un’azienda partner di Spoleto |
| Leader nel settore | Una promessa che nessuno verifica | Dal 2009 abbiamo arredato cucine in tutta la provincia di Perugia: alcune le trovi nella galleria |
| Il cliente al centro | Una formula vuota | Rispondiamo alle email entro un giorno lavorativo, anche d’estate |
| Qualità ed eccellenza | Un aggettivo, non un fatto | Usiamo solo farine di mulini umbri, e sul banco trovi scritto quali |
I nomi, le date e i dettagli della colonna di destra sono esempi inventati: servono a mostrare il tipo di frase, vanno sostituiti con i tuoi fatti.
Le foto di repertorio
Un caso a parte sono le immagini. Una stretta di mano in ufficio, un gruppo sorridente davanti a un computer: il cliente le riconosce subito come foto d’archivio. Peggio ancora quando sembrano presentare persone che lavorano con te.
Ci è capitato con Overdogs, un’agenzia di creator: nel prototipo del sito sei creator avevano nomi generici e foto prese da un archivio di immagini, persone vere ma estranee all’agenzia. Le abbiamo tolte: sul sito restano solo i creator veri. Meglio una pagina con meno volti che una con volti falsi.
Tre esempi da adattare
Gli esempi che seguono sono inventati: prendili come schema, non come testo da copiare.
Un negozio
Ferramenta Bianchi è a Foligno, in via Mazzini, dal 1994. L’ha aperta Giorgio, oggi al banco ci sono lui e sua figlia Marta. Vendiamo attrezzi, vernici e piccola idraulica, e facciamo copie di chiavi e taglio del vetro su misura mentre aspetti. Se un prodotto non c’è, lo ordiniamo e di solito arriva in due giorni. Siamo aperti dal lunedì al sabato, 8.30-12.30 e 15.30-19.30. Per un preventivo puoi scriverci su WhatsApp con una foto di quello che ti serve.
Uno studio professionale
Sono Laura Rossi, commercialista iscritta all’Ordine dei dottori commercialisti di Terni. Seguo soprattutto professionisti e piccole imprese in regime forfettario o semplificato, dall’apertura della partita IVA alla dichiarazione dei redditi. Non mi occupo di bilanci di società di capitali: per quelli collaboro con uno studio associato e te lo dico dal primo incontro. Lo studio è in centro a Terni; per chi è lontano le consulenze si fanno anche in videochiamata.
Un B&B
Siamo Paolo e Anna, e dal 2018 abbiamo trasformato la casa dei nonni di Paolo, a dieci minuti a piedi dalla Basilica di San Francesco, in un B&B con quattro camere. La colazione la prepariamo noi ogni mattina, con torte fatte in casa e prodotti di aziende agricole della zona. Al check-in ti diamo una mappa con i nostri posti preferiti di Assisi, quelli dove andiamo anche noi la domenica.
Nota cosa hanno in comune: un luogo preciso, nomi propri, una cosa che fai e una che non fai, un dettaglio che solo tu potresti scrivere.
Prima persona o terza persona?
Per un professionista, un artigiano o una piccola attività familiare la prima persona funziona quasi sempre meglio. “Sono Laura e seguo…” suona come una persona che parla; “Lo Studio Rossi offre…” suona come un depliant.
La terza persona ha senso per aziende con più reparti, dove nessuno parla a nome di tutti. Anche lì, tieni le frasi corte e attive, e dai un nome alle persone quando le presenti.
Qualunque scelta fai, mantienila uguale su tutto il sito. Se la home dice “noi” e la pagina Chi siamo dice “lo studio”, il lettore percepisce due voci diverse.
Come raccogliere il materiale se non sai cosa scrivere?
La difficoltà vera non è scrivere: è vedere da fuori cosa c’è di interessante nel tuo lavoro. Un metodo pratico è farsi intervistare. Chiedi a qualcuno di farti queste domande e registra le risposte con il telefono:
- Come hai cominciato questo lavoro, e perché?
- Cosa fai in modo diverso da come lo fanno gli altri nella tua zona?
- Qual è una cosa che non fai, o che hai smesso di fare, e perché?
- Cosa ti chiedono più spesso i clienti la prima volta?
- Di quale lavoro degli ultimi anni sei più soddisfatto, e cosa avevi risolto?
- Chi lavora con te, e cosa fa ciascuno?
- Cosa vorresti che un cliente sapesse prima di chiamarti?
Dalle risposte escono quasi sempre due o tre frasi che diventano l’apertura, e i dettagli per il resto della pagina. È lo stesso metodo che usiamo con il nostro servizio di storytelling e contenuti: un’intervista, poi il testo, poi la revisione con te.
La checklist prima di pubblicare
- La prima frase dice cosa fai, per chi e dove.
- Ci sono i nomi delle persone e almeno una foto vera.
- Ogni aggettivo è sostituito da un fatto o da un esempio.
- C’è almeno una cosa che non fai, detta con chiarezza.
- Le prove sono verificabili: link a lavori, recensioni vere, iscrizioni.
- Indirizzo, orari e contatti sono identici a quelli della scheda Google e dei social.
- In fondo c’è un invito all’azione con un contatto diretto.
- Hai riletto il testo ad alta voce e suona come parli tu.
Da dove partire
Riapri la tua pagina Chi siamo e fai il test della tabella: quante frasi andrebbero bene anche per un concorrente? Se sono più della metà, la pagina va riscritta. Se stai già pensando di rinnovare tutto il sito, prima di decidere leggi come capire se rifare il sito o sistemarlo.
Se vuoi che la scriviamo noi, con il servizio storytelling e contenuti partiamo da un’intervista e ti mandiamo il testo da rivedere: il costo dipende da quante pagine servono e ti arriva in un preventivo scritto. Per un esempio di come raccontiamo noi stessi, guarda la nostra pagina chi siamo. E se vuoi parlarne prima, prenota un incontro di 30 minuti.

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