Agenzia web a Perugia: 10 domande da fare prima di firmare

Le 10 domande da fare a un'agenzia web prima di firmare: proprietà di dominio e codice, costi dal secondo anno, assistenza, dati, Google e uscita dal contratto.

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In questo articolo
  1. Le 10 domande da fare all’agenzia
  2. Risposte che rassicurano e campanelli d’allarme
  3. Cosa deve esserci scritto nel contratto
  4. Meglio un’agenzia di Perugia o una da remoto?
  5. Da dove partire

Un’agenzia ti mostra un’anteprima bellissima, il prezzo è nella media, i tempi sembrano giusti. Firmi. Due anni dopo vuoi cambiare fornitore e scopri che il dominio è intestato all’agenzia, che il sito gira su una piattaforma che non si può spostare e che “le modifiche si pagano a parte” voleva dire novanta euro per cambiare un orario.

Nessuna di queste sorprese è illegale, e quasi tutte si potevano evitare con una domanda prima della firma. Che tu scelga un’agenzia a Perugia, ad Assisi o una che lavora da remoto, qui trovi le dieci domande da fare, cosa ascoltare nella risposta e cosa farsi mettere per scritto. Per i prezzi di mercato e come confrontare due preventivi c’è già la guida su quanto costa un sito web a Perugia: questa parte da lì e va più a fondo sul rapporto con il fornitore.

Le 10 domande da fare all’agenzia

1. Posso vedere tre siti che avete fatto e che sono ancora online?

Non screenshot in una presentazione: indirizzi da aprire sul tuo telefono. Un sito online dice molto più di un portfolio, perché vedi se è veloce, se è aggiornato e se l’attività lo usa ancora.

Cosa guardare: aprili dal telefono, prova a contattare l’attività, cerca il loro nome su Google. Se un’agenzia ha fatto siti per anni ma non ne può mostrare nessuno ancora attivo, chiediti perché.

Per noi la risposta è la pagina dei lavori del nostro sito: ogni progetto ha il link al sito in produzione, quando è pubblico, e la descrizione di cosa abbiamo fatto.

2. A chi saranno intestati dominio, hosting e account?

La risposta giusta è una sola: a te o alla tua azienda. Il dominio deve risultare a tuo nome nel Whois del Registro .it; l’agenzia può gestirlo, ma non possederlo. Lo stesso vale per l’account di Google Search Console, per la scheda Google Business, per gli account social e per quello delle statistiche.

Se il fornitore preferisce registrare tutto a suo nome “per comodità”, chiedi che lo scriva e che preveda come te lo trasferirà. Trovi i dettagli su intestatario e codice AuthInfo nella guida su come registrare un dominio .it e a chi intestarlo.

3. Chi avrà i diritti su codice, grafica e testi?

È la domanda che si fa meno e che crea più problemi. La legge sul diritto d’autore, all’articolo 2, tutela anche i programmi per elaboratore, oltre a testi, disegni e fotografie. Se il contratto non dice niente, non è scontato che tu possa modificare o spostare il sito come vuoi.

Cosa farsi scrivere: che puoi usare, modificare e trasferire il sito anche con un altro fornitore, e quali parti sono escluse. Le esclusioni tipiche sono legittime, purché dichiarate: un tema o un plugin con licenza annuale, foto d’archivio con licenza d’uso, caratteri tipografici a pagamento.

Un esempio dal nostro lavoro: per il sito di Overdogs il carattere del marchio era Futura, che per il web richiede una licenza a pagamento. Abbiamo usato Jost, un carattere libero disegnato sulla Futura, e lo abbiamo detto: comprata la licenza, si cambia una riga. Sono queste le cose che è giusto sapere prima.

4. Cosa è incluso nel prezzo, e cosa no?

Chiedi l’elenco per nome: quali pagine, quali funzioni, chi scrive i testi, chi fa le foto, quante revisioni sono previste. “Sito completo” non è un elenco.

Due voci da controllare in particolare. La prima è la parte tecnica che non si vede: SEO di base, velocità su telefono, dati strutturati. La seconda sono gli obblighi di legge: informativa privacy, cookie, dati aziendali e, se vendi online, accessibilità. Se il preventivo non li cita, chiedi se sono inclusi.

5. Quanto costa il sito dal secondo anno?

Il prezzo iniziale lo confronti facilmente. Quello che pesa negli anni sono le voci ricorrenti: dominio, hosting, caselle email, aggiornamenti, backup, assistenza e modifiche.

Cosa ascoltare: una cifra annuale scritta, non “da concordare”. E una risposta chiara su cosa succede se smetti di pagare il canone. Se il sito sparisce perché sta dentro una piattaforma del fornitore, è un’informazione che devi avere prima. Se l’agenzia gestisce anche la posta, chiedi come configura SPF, DKIM e DMARC: è il motivo più comune per cui le email aziendali finiscono nello spam.

6. Chi mi segue, e in quanto tempo risponde?

Un nome, non “il nostro team”. E un tempo di risposta scritto. Chiedi anche cosa succede se il sito si ferma di sabato, o ad agosto.

Da noi la risposta è nella pagina dei servizi: per l’assistenza rispondiamo entro un giorno lavorativo, e se il sito è fermo è la prima cosa che guardiamo. Qualunque sia la promessa dell’agenzia che stai valutando, conta che sia misurabile.

7. Come trattate i dati che arrivano dal sito?

Le richieste dei moduli, le prenotazioni, gli ordini contengono dati personali dei tuoi clienti. Se l’agenzia li gestisce per conto tuo, per esempio perché ospita il sito o riceve le richieste nei suoi sistemi, per il GDPR è responsabile del trattamento.

L’articolo 28 del GDPR prevede in questo caso un contratto o un altro atto scritto che stabilisca, tra le altre cose, cosa può fare con i dati, le misure di sicurezza e cosa succede ai dati alla fine del rapporto.

Cosa chiedere: dove stanno i server, chi ha accesso ai dati, se ci sono altri fornitori coinvolti e se preparano loro l’accordo sul trattamento. Noi, per esempio, teniamo siti e dati su server in Germania e Austria, dichiarati nel registro dei trattamenti.

8. Se rifate il mio sito attuale, come mantenete le posizioni su Google?

Se hai già un sito che porta visite, la risposta deve essere precisa: si mantengono gli stessi indirizzi delle pagine oppure si prepara un redirect 301 per ogni indirizzo che cambia, verso la pagina che risponde alla stessa domanda. E dopo il passaggio qualcuno controlla Search Console.

Campanello d’allarme: “Google se ne accorge da solo” o “rimandiamo tutto alla home”. Se non sei sicuro che il tuo sito vada rifatto, prima leggi come decidere se rifare il sito o sistemarlo.

9. Come capirò se il sito funziona?

Un sito si giudica da quello che fa: telefonate, messaggi, richieste di preventivo, prenotazioni, vendite. Chiedi quali numeri potrai vedere e dove: Search Console per le ricerche su Google, statistiche delle visite, contatti arrivati dai moduli.

Diffida delle promesse di posizioni garantite su Google: nessuno le può garantire, perché i risultati li decide Google. Le promesse serie sono altre: un punteggio PageSpeed su mobile, una data di consegna, un tempo di risposta.

10. Se un giorno voglio cambiare fornitore, cosa mi consegnate?

È la domanda che rivela di più, perché ti dice come l’agenzia pensa il rapporto. La risposta giusta è un elenco: il codice AuthInfo del dominio, gli accessi a hosting, pannelli e account, i file del sito, l’esportazione dei contenuti e dei dati raccolti. Con un formato e un tempo di consegna.

Se la risposta è vaga, o se scopri che il sito non si può portare via, sai già quanto ti costerà andartene.

Risposte che rassicurano e campanelli d’allarme

Domanda Risposta che rassicura Campanello d’allarme
Lavori online Indirizzi da aprire subito Solo immagini in una presentazione
Intestazione del dominio A te, verificabile nel Whois All’agenzia “per comodità”
Diritti su codice e grafica Scritti nel contratto, esclusioni elencate “Non ci sono problemi” senza niente di scritto
Costi dal secondo anno Cifra annuale per ogni voce “Da concordare”
Assistenza Un nome e un tempo di risposta “Ci sentiamo quando serve”
Dati dei clienti Accordo sul trattamento e server dichiarati Nessuna risposta su dove stanno i dati
Rifacimento Mappa degli indirizzi e redirect 301 “Google si aggiorna da solo”
Uscita Elenco di cosa ricevi e in quanto tempo Sito legato alla piattaforma del fornitore

Cosa deve esserci scritto nel contratto

Le risposte a voce valgono fino a un certo punto. Prima di firmare controlla che nel preventivo o nel contratto ci siano:

  1. le pagine e le funzioni incluse, per nome;
  2. chi fornisce testi, foto e materiali, ed entro quando;
  3. la data di consegna, divisa in fasi se il progetto è grande;
  4. l’intestazione di dominio e account a tuo nome;
  5. i diritti di uso e modifica su codice, grafica e testi, con le eventuali licenze di terzi;
  6. i costi ricorrenti dal secondo anno, voce per voce;
  7. il tempo di risposta dell’assistenza e cosa comprende;
  8. l’accordo sul trattamento dei dati, se l’agenzia gestisce dati per conto tuo;
  9. cosa ricevi se il rapporto finisce, e in quanto tempo.

Meglio un’agenzia di Perugia o una da remoto?

La vicinanza aiuta in alcune fasi: un sopralluogo per le foto, una formazione in presenza, un incontro per chiarire la struttura delle pagine. Per un ristorante o un negozio del centro storico, poter vedere di persona chi costruisce il sito ha un valore.

Detto questo, le dieci domande non cambiano. Un’agenzia sotto casa che non sa dirti a chi sarà intestato il dominio non è una scelta più sicura di una a duecento chilometri che te lo scrive nel preventivo. Noi lavoriamo da Perugia con attività di Perugia e dintorni anche di persona, e con clienti in tutta Italia in videochiamata.

Da dove partire

Stampa le dieci domande e portale al prossimo incontro con un’agenzia, compresa la nostra. Se hai già un sito, puoi partire dalla consulenza gratuita: ti diciamo cosa va, cosa no e a chi risultano intestati dominio e servizi. Se parti da zero, un sito vetrina da noi parte da 1.200 euro una tantum, fino a 6 pagine, con preventivo scritto voce per voce prima di iniziare. Per farci le dieci domande a voce, prenota un incontro di 30 minuti.

Domande frequenti

Come scelgo un'agenzia web a Perugia?

Guarda siti che ha fatto e che sono ancora online, chiedi un preventivo scritto voce per voce e verifica che dominio, accessi e file restino tuoi. La vicinanza aiuta per gli incontri, ma conta di più la chiarezza su costi, tempi e proprietà.

Il sito che mi fa l'agenzia è mio?

Dovrebbe esserlo, ma va scritto nel contratto. La legge sul diritto d'autore tutela anche i programmi per elaboratore, quindi chiarisci per scritto chi può usare, modificare e spostare codice, grafica e testi.

Cosa deve essere incluso in un preventivo per un sito?

Pagine incluse per nome, chi prepara testi e foto, funzioni, SEO tecnica, tempi, proprietà di dominio e accessi, e i costi ricorrenti dal secondo anno con una cifra scritta.

L'agenzia deve firmare qualcosa sulla privacy?

Se tratta per conto tuo i dati dei clienti, per esempio le richieste dei moduli o gli ordini, è responsabile del trattamento e serve un contratto o un atto scritto con i contenuti previsti dall'articolo 28 del GDPR.

Cosa succede se voglio cambiare agenzia?

Se il contratto è fatto bene, ricevi il codice AuthInfo del dominio, gli accessi a hosting e pannelli, i file del sito e i dati. Chiedi prima di firmare in che formato e in quanti giorni avviene la consegna.

Meglio un'agenzia della mia città o una da remoto?

Dipende da quanto ti servono gli incontri di persona. Un'agenzia vicina è comoda per sopralluoghi, foto e formazione; una da remoto può andare bene se comunica con chiarezza. Le domande da fare sono le stesse.

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