Google Analytics 4 spiegato semplice: i 5 numeri da guardare

Utenti, canali, coinvolgimento, pagine di destinazione ed eventi chiave: cosa guardare in GA4, dove trovarlo e cosa fare quando un numero cala.

Di · Pubblicato il · 10 min di lettura

In questo articolo
  1. Cos’è Google Analytics 4 e perché sembra complicato?
  2. Tre controlli prima di guardare i numeri
  3. I 5 numeri da guardare in GA4
  4. Il riepilogo dei 5 numeri
  5. Cosa GA4 non ti dice
  6. GA4 e privacy: cosa devi sapere
  7. La routine di un quarto d’ora al mese
  8. Da dove partire

Un ristorante di Spoleto ha il sito da tre anni e Google Analytics installato fin dal primo giorno. Il titolare l’ha aperto due volte: la prima ha visto un grafico con delle curve, la seconda una schermata piena di menu in inglese tradotto a metà. Da allora non lo guarda più, e quando qualcuno gli chiede se il sito porta clienti risponde «credo di sì».

È una situazione normalissima. Google Analytics 4, il GA4, è uno strumento pensato per chi fa marketing tutto il giorno, e mostra centinaia di numeri. A te ne servono cinque. In questa guida vedi quali sono, dove trovarli e cosa fare quando uno di loro va male.

Cos’è Google Analytics 4 e perché sembra complicato?

GA4 è il servizio gratuito di Google che registra cosa succede sul tuo sito: quante persone arrivano, da dove, quali pagine guardano e cosa fanno. Ha preso il posto della versione precedente, Universal Analytics, e ha cambiato il modo di contare le cose: tutto è un «evento», da una pagina vista a un clic.

Sembra complicato per due motivi. Il primo è che i report predefiniti sono generici e non sanno cosa conta per la tua attività. Il secondo è che molti numeri, presi da soli, non dicono niente. «1.200 utenti» è tanto o poco? Dipende dal mese prima, dal settore, da quanti di loro ti hanno contattato.

Per questo conviene partire da poche domande precise: quante persone arrivano, da dove, se restano, su quali pagine entrano e quante ti contattano.

Tre controlli prima di guardare i numeri

Prima di fidarti dei dati, verifica tre cose. Bastano dieci minuti e ti evitano conclusioni sbagliate.

  1. Confronta sempre due periodi. In alto a destra, nella scelta delle date, attiva il confronto con il periodo precedente o con lo stesso periodo dell’anno prima. Un agriturismo vicino ad Assisi avrà sempre meno visite a novembre che a maggio: il confronto giusto è novembre contro novembre.
  2. Ricorda chi non viene contato. Se il sito ha un banner cookie fatto bene, GA4 si attiva solo dopo il consenso, e chi rifiuta non compare nei report. I numeri sono quindi una parte del totale, non il totale. Conta l’andamento più del valore assoluto.
  3. Escludi te stesso. Se tu e i tuoi collaboratori aprite il sito ogni giorno, gonfiate i numeri. GA4 permette di definire il traffico interno per indirizzo IP e di filtrarlo dai report.

I 5 numeri da guardare in GA4

I nomi dei menu di GA4 cambiano un po’ da un aggiornamento all’altro, ma i report descritti qui sotto si trovano tutti nella sezione Report, nella colonna a sinistra.

1. Utenti attivi: quante persone arrivano

È il numero di persone diverse che hanno visitato il sito nel periodo. Lo trovi nella pagina iniziale dei report e nella panoramica. Accanto vedi anche i nuovi utenti, cioè chi è arrivato per la prima volta.

Cosa ti dice. Se il sito sta crescendo, è fermo o sta perdendo pubblico. Da solo non dice se quelle persone sono clienti, ma un calo improvviso è un segnale da non ignorare: può essere un problema tecnico, una pagina sparita da Google o il codice di Analytics rimosso per errore durante una modifica.

Cosa fare se cala. Prima controlla che il calo sia vero e non un problema di misurazione: il codice di GA4 è ancora su tutte le pagine? Poi guarda il punto 2 per capire da quale canale mancano le visite.

2. Canali: da dove arrivano

Nel report Acquisizione traffico GA4 divide le visite per canale. I più comuni sono:

  • Organic Search: ricerca su Google, Bing e altri motori, senza pubblicità;
  • Direct: chi scrive l’indirizzo, usa un preferito o arriva da un link che GA4 non sa riconoscere, per esempio da alcune app;
  • Organic Social: Instagram, Facebook e gli altri social, senza pubblicità;
  • Referral: link da altri siti;
  • Paid Search e Paid Social: le campagne a pagamento.

Cosa ti dice. Quanto dipendi da una sola fonte. Un negozio di Città di Castello che riceve quasi tutto da Instagram è fragile: se il profilo si ferma, si ferma il sito. Ti dice anche se un investimento funziona. Se paghi qualcuno per la SEO e Organic Search non cresce in sei mesi, è una domanda da fare.

Tra i referral, negli ultimi tempi compaiono anche visite da assistenti AI come ChatGPT o Perplexity. Sono ancora poche per la maggior parte delle attività, ma vale la pena tenerle d’occhio: ne parliamo nella guida su come farsi trovare dagli assistenti AI.

3. Tasso di coinvolgimento: se le persone restano

Qui serve una definizione precisa, perché è il numero che crea più confusione. Secondo la guida di Google, una sessione è «con coinvolgimento» se soddisfa almeno una di queste condizioni:

  • dura più di 10 secondi;
  • contiene un evento chiave;
  • comprende due o più pagine viste.

Il tasso di coinvolgimento è la percentuale di sessioni con coinvolgimento. La frequenza di rimbalzo, che molti ricordano dalla vecchia versione, in GA4 è semplicemente il contrario: la percentuale di sessioni senza coinvolgimento.

Cosa ti dice. Se chi arriva trova quello che cercava. Un coinvolgimento basso su una pagina importante può dipendere da tre cose: la pagina si carica lentamente e la gente se ne va prima di vederla, il testo non corrisponde a quello che la persona cercava, oppure su telefono la pagina si legge male.

Cosa non ti dice. Non tutte le sessioni brevi sono un fallimento. Chi apre la pagina contatti, copia il numero e chiama in otto secondi risulta senza coinvolgimento, a meno che tu non abbia impostato il clic sul telefono come evento chiave. Per questo il punto 5 è il più importante. Se sospetti che il problema sia la velocità, la guida su come rendere il sito più veloce ti spiega come misurarla.

4. Pagine di destinazione: dove entrano

Il report Pagina di destinazione, nella sezione Coinvolgimento, mostra la prima pagina vista in ogni sessione. È diverso dal report Pagine e schermate, che conta tutte le pagine viste.

Cosa ti dice. Quali pagine fanno davvero da porta d’ingresso. Spesso la sorpresa è che la home pesa meno del previsto: le persone entrano da una pagina di servizio, da un articolo o dalla pagina di un prodotto. Quelle pagine vanno curate come se fossero la home, perché per molti visitatori lo sono.

Cosa fare. Guarda le prime dieci pagine di destinazione e per ognuna chiediti: chi arriva qui capisce subito chi sei, dove sei e come contattarti? Se la risposta è no, aggiungi un invito chiaro all’azione e un collegamento ai contatti.

5. Eventi chiave: quante persone ti contattano

È il numero che conta davvero. Un evento chiave è un’azione che hai deciso essere importante per la tua attività. La guida di Google sugli eventi chiave spiega che qualsiasi evento raccolto può essere contrassegnato come chiave.

Per una piccola attività gli eventi chiave tipici sono:

  • invio del modulo contatti o di richiesta preventivo;
  • clic sul numero di telefono;
  • clic sul pulsante WhatsApp;
  • clic su «indicazioni stradali» o sulla mappa;
  • prenotazione completata o acquisto.

Il problema. GA4 non sa da solo che il clic sul tuo numero di telefono è importante. Gli eventi vanno prima registrati, spesso con una piccola configurazione tecnica, e poi contrassegnati come chiave nelle impostazioni (Amministrazione, poi Eventi). In molti siti questa parte manca del tutto, e il titolare guarda le visite senza sapere quante sono diventate richieste.

Cosa ti dice. Quante richieste porta il sito e, incrociato con il punto 2, da quale canale arrivano. È l’informazione che ti serve per decidere dove investire.

Il riepilogo dei 5 numeri

Numero Dove lo trovi Domanda a cui risponde Se va male, guarda
Utenti attivi Pagina iniziale e panoramica Quante persone arrivano? Installazione del codice, poi i canali
Canali Acquisizione traffico Da dove arrivano? Quale canale è calato e cosa è cambiato lì
Tasso di coinvolgimento Acquisizione e Coinvolgimento Chi arriva resta? Velocità, testi, lettura su telefono
Pagine di destinazione Coinvolgimento, Pagina di destinazione Da dove entrano? Chiarezza e contatti su quelle pagine
Eventi chiave Coinvolgimento, Eventi Quante persone ti contattano? Configurazione degli eventi, poi le pagine

Cosa GA4 non ti dice

GA4 vede solo quello che succede sul tuo sito. Alcune domande importanti richiedono altri strumenti.

  • Cosa cercano le persone su Google prima di arrivare. Le parole di ricerca stanno in Google Search Console, il servizio gratuito che mostra per quali ricerche compari, in che posizione e quanti clic ricevi. Vanno guardati insieme.
  • Le chiamate dalla scheda Google. Chi ti trova su Google Maps e chiama senza aprire il sito non passa da Analytics. Quei numeri sono nelle statistiche della scheda Google Business.
  • Il passaparola. Chi sente parlare di te e scrive l’indirizzo finisce in Direct, senza dirti chi l’ha mandato.
  • Chi rifiuta i cookie. Come visto sopra, una parte dei visitatori non viene contata.

C’è anche un limite di tempo da conoscere. Nelle impostazioni di conservazione dei dati puoi scegliere per quanto tempo GA4 tiene i dati a livello di utente, 2 o 14 mesi nella versione gratuita. L’impostazione non tocca i report standard, ma limita le Esplorazioni, cioè le analisi personalizzate. Se vuoi confrontare un anno con l’altro, imposta 14 mesi.

GA4 e privacy: cosa devi sapere

Le linee guida sui cookie del Garante, del 10 giugno 2021, permettono di usare cookie statistici senza chiedere il consenso solo se sono rispettate condizioni precise: tra queste, che il cookie non permetta di individuare la persona, che i dati servano solo a statistiche aggregate su un singolo sito e che il fornitore non li combini con altri dati. Una configurazione standard di GA4 in genere non rientra in questi limiti, quindi va attivata solo dopo il consenso.

In pratica: banner cookie con un pulsante «Rifiuta» chiaro quanto «Accetta», GA4 bloccato finché la persona non sceglie, informativa che lo cita. Sugli altri obblighi del sito trovi la guida agli obblighi di legge per il sito web.

Esiste anche un’altra strada: statistiche senza cookie, che contano visite e pagine senza identificare nessuno. Le usiamo noi e le abbiamo messe sul sito di Arredamenti Regnicoli, che così non ha bisogno del banner. Danno meno dettagli di GA4, ma per molte attività locali bastano.

La routine di un quarto d’ora al mese

  1. Apri GA4 il primo giorno del mese e scegli il mese appena finito.
  2. Attiva il confronto con lo stesso mese dell’anno prima.
  3. Guarda gli utenti attivi: crescono, sono stabili o calano?
  4. Apri Acquisizione traffico e nota quale canale è cambiato di più.
  5. Guarda gli eventi chiave totali e per canale.
  6. Apri Pagina di destinazione e controlla le prime cinque pagine.
  7. Se una pagina importante ha un coinvolgimento molto più basso delle altre, segnatela.
  8. Scrivi in un foglio tre numeri: utenti, eventi chiave, canale principale.
  9. Dopo tre mesi, rileggi il foglio: l’andamento è più utile di ogni singolo mese.

Se i numeri raccontano un sito che non porta richieste, la domanda successiva è se conviene sistemarlo o ricominciare: è una scelta da fare con i dati in mano, non a sensazione.

Da dove partire

Se GA4 non è installato, se non sai se gli eventi chiave sono configurati o se i numeri non tornano, parti dalla consulenza gratuita: controlliamo anche come è impostata la misurazione e se rispetta le regole sul consenso. Se vuoi che qualcuno segua posizionamento, dati e report ogni mese, è il lavoro del servizio SEO e GEO, con un report mensile che usa proprio questi numeri e quelli di Search Console. Preferisci parlarne a voce? Prenota un incontro di 30 minuti e apriamo insieme i tuoi report.

Domande frequenti

Ogni quanto devo guardare Google Analytics?

Per una piccola attività basta una volta al mese, confrontando il mese con lo stesso mese dell'anno prima o con il mese precedente. Guardarlo ogni giorno fa vedere oscillazioni che non significano niente.

Cos'è un evento chiave in GA4?

È un'azione che hai deciso essere importante per la tua attività, per esempio l'invio del modulo contatti, il clic sul numero di telefono o su WhatsApp, un acquisto. Qualsiasi evento raccolto da GA4 può essere contrassegnato come evento chiave.

Perché GA4 mostra meno visite di quante me ne aspetto?

Spesso perché il banner cookie blocca Analytics finché il visitatore non accetta, e chi rifiuta non viene contato. Può anche esserci un errore di installazione, per esempio il codice mancante su alcune pagine.

La frequenza di rimbalzo alta è un problema?

Non sempre. In GA4 indica le sessioni senza coinvolgimento: se una persona arriva sulla pagina contatti, legge il numero e chiama, la sessione può risultare un rimbalzo pur avendo portato un cliente. Va letta insieme agli eventi chiave.

Che differenza c'è tra Google Analytics e Search Console?

Analytics misura cosa fanno le persone sul sito. Search Console mostra come il sito compare nei risultati di Google: per quali ricerche, in che posizione e quanti clic riceve.

Serve il banner cookie per usare Google Analytics 4?

Nella maggior parte delle installazioni sì. Le linee guida del Garante del 2021 permettono di usare cookie statistici senza consenso solo a condizioni precise di minimizzazione dei dati, che una configurazione standard di GA4 in genere non soddisfa.

Commenti

Ancora nessun commento. Domande ed esperienze sono benvenute.

Lascia un commento

I commenti vengono pubblicati dopo una verifica, di solito entro un giorno lavorativo.

Ti serve una mano su questo?

Ce ne occupiamo per attività di Perugia, di tutta l’Umbria e da remoto. La prima chiamata non costa nulla.

Voglio più clienti