Il sito si apre, ma dal telefono ci mette un po’. Tu lo vedi veloce perché lo apri sempre dallo stesso computer, con la cache piena e la fibra dell’ufficio. Il cliente che ti cerca da uno smartphone, magari in macchina fra Ponte San Giovanni e il centro, vede un’altra cosa: schermo bianco, poi le immagini a pezzi, poi il pulsante che si sposta proprio mentre lo tocca.
In questa guida vedi come misurarlo in cinque minuti con uno strumento gratuito di Google, cosa significano i numeri e cosa puoi fare da solo.
Come faccio a capire se il mio sito è lento?
Serve solo PageSpeed Insights, lo strumento gratuito di Google. Ecco i passaggi.
- Apri pagespeed.web.dev.
- Incolla l’indirizzo della pagina che vuoi controllare. Parti dalla home, poi prova la pagina che porta più contatti (servizi, menu, prodotti).
- Premi “Analizza” e aspetta qualche secondo.
- Resta sulla scheda Mobile: è quella che conta, perché la maggior parte di chi cerca un’attività locale lo fa dal telefono.
- Guarda prima la parte in alto, con i dati degli utenti reali. Poi scendi al punteggio prestazioni e all’elenco dei suggerimenti.
Il report ha due parti, e confonderle è l’errore più comune.
- Dati degli utenti reali. Sono le visite vere fatte con Chrome negli ultimi 28 giorni. Come spiega la documentazione di PageSpeed Insights, questi dati descrivono l’esperienza reale, mentre il test simulato serve a trovare la causa dei problemi. Se il sito ha poche visite, questa parte può non comparire.
- Test simulato (il punteggio da 0 a 100). Google carica la pagina su un telefono di fascia media con una rete lenta. Il punteggio è buono da 90 in su, da migliorare fra 50 e 89, scarso sotto 50.
Se la parte in alto dice che la valutazione dei Core Web Vitals è superata, sei a posto per la maggior parte dei visitatori, anche se il punteggio non è 100. Se invece non è superata, il problema è reale e lo vivono i tuoi clienti.
Hai un account Google Search Console? Il rapporto “Core Web Vitals” ti mostra quali gruppi di pagine hanno problemi, non solo la home.
LCP, INP e CLS: cosa significano in parole semplici?
Sono i tre Core Web Vitals, le misure con cui Google valuta l’esperienza di chi visita una pagina. Le soglie sono pubblicate su web.dev e valgono per il 75% delle visite: se tre visitatori su quattro stanno sotto la soglia, il valore è buono.
| Misura | Cosa ti dice | Buono | Da migliorare | Scarso |
|---|---|---|---|---|
| LCP (Largest Contentful Paint) | Quanto ci mette a comparire l’elemento principale, di solito la foto grande o il titolo | fino a 2,5 s | 2,5-4 s | oltre 4 s |
| INP (Interaction to Next Paint) | Quanto risponde la pagina quando tocchi un pulsante o apri un menu | fino a 200 ms | 200-500 ms | oltre 500 ms |
| CLS (Cumulative Layout Shift) | Quanto si sposta il contenuto mentre la pagina carica | fino a 0,1 | 0,1-0,25 | oltre 0,25 |
Un modo semplice per ricordarli:
- LCP è “quando vedo qualcosa di utile”.
- INP è “quando tocco, succede subito qualcosa?”.
- CLS è “il testo mi scappa mentre leggo?”. È il caso tipico del banner dei cookie o di un’immagine senza dimensioni che spinge giù tutto.
Perché il mio sito WordPress è lento?
WordPress non è lento di per sé. Diventa lento per quello che ci si aggiunge sopra negli anni. Le cause che troviamo più spesso sono queste.
- Immagini troppo pesanti. Foto caricate direttamente dalla macchina fotografica o dal telefono, da diversi megabyte, mostrate in un riquadro piccolo.
- Page builder. Elementor, Divi, WPBakery e simili caricano molto codice anche per pagine semplici.
- Troppi plugin. Ognuno può aggiungere file CSS e JavaScript a tutte le pagine, anche dove non serve.
- Script esterni. Chat, mappe di Google incorporate, widget di Instagram, pixel pubblicitari, video di YouTube in home.
- Caratteri caricati da fuori. Più famiglie di font e più pesi, scaricati da server esterni prima di mostrare il testo.
- Hosting lento o sovraccarico. Il server impiega troppo solo a rispondere, prima ancora di mandare la pagina.
- Nessuna cache. Ogni visita fa ricostruire la pagina da zero interrogando il database.
Un caso nostro: sul sito filippoangeloni.com la home è passata da circa 270 KB a circa 21 KB, togliendo page builder e plugin e passando a pagine statiche. Lo stesso lavoro, su scala più grande, lo abbiamo fatto per Athena SCF.
Cosa posso sistemare da solo e cosa richiede uno sviluppatore?
Alcune cose le puoi fare tu, senza toccare codice. Altre è meglio lasciarle a chi sa tornare indietro se qualcosa si rompe.
| Intervento | Da solo | Con uno sviluppatore |
|---|---|---|
| Ridimensionare e comprimere le foto prima di caricarle | Sì | |
| Disattivare ed eliminare i plugin che non usi | Sì, dopo un backup | |
| Togliere slider, video automatici e widget social dalla home | Sì | |
| Convertire le immagini in WebP o AVIF e caricarle solo quando servono | Con un plugin, con cautela | Meglio |
| Configurare la cache senza rompere moduli e carrello | Sì | |
| Ridurre CSS e JavaScript, caricare gli script esterni dopo | Sì | |
| Sostituire il page builder o il tema | Sì | |
| Cambiare hosting o configurare il server | Sì |
Prima di toccare qualsiasi cosa, fai un backup completo. Se non sai dove sono i backup del tuo sito, è già un segnale che serve qualcuno che lo segua: è parte della nostra assistenza WordPress.
Da dove partire: la checklist in 5 passi
- Misura la home e la pagina più importante su PageSpeed Insights, scheda mobile. Salva uno screenshot.
- Controlla le immagini: nell’elenco dei suggerimenti cerca quelle indicate come troppo grandi e sostituiscile con versioni ridotte.
- Fai pulizia dei plugin: backup, poi disattiva ed elimina quelli che non usi.
- Guarda gli script esterni: chiediti se chat, mappa e feed Instagram servono davvero in ogni pagina.
- Rimisura dopo qualche giorno e confronta con lo screenshot. I dati degli utenti reali ci mettono fino a 28 giorni ad aggiornarsi del tutto.
Se dopo questi passi i valori restano rossi, il problema sta nel tema, nel codice o nel server.
Perché la velocità del sito è importante per Google e per i clienti?
Per Google, i Core Web Vitals sono uno dei segnali usati per ordinare i risultati. La stessa guida di Google sull’esperienza della pagina precisa però che la pertinenza viene prima: Google mostra il contenuto più utile anche se la pagina non è perfetta, e un buon punteggio da solo non garantisce la prima posizione.
Per i clienti invece la velocità pesa subito. Come riassume web.dev, i siti che si caricano in fretta e rispondono ai tocchi trattengono meglio chi li visita, mentre quelli lenti perdono richieste e vendite. Vale ancora di più se paghi campagne pubblicitarie: ogni clic su una pagina che non si apre è un costo senza ritorno.
Un sito veloce aiuta anche con gli assistenti AI: pagine leggere, in HTML semplice, sono più facili da leggere per i sistemi che le citano. Ne parliamo nella guida su come farsi trovare da ChatGPT e dagli assistenti AI.
Conviene sistemarlo o rifarlo?
Dipende da quanto pesa quello che c’è sotto. Se il problema sono immagini e qualche plugin, un intervento mirato basta. Se il sito si regge su un page builder, un tema non più aggiornato e decine di plugin, a volte rifarlo costa meno che rincorrere i problemi: trovi i costi indicativi nella guida su quanto costa un sito web a Perugia.
Se vuoi un parere con i numeri, richiedi l’analisi gratuita: misuriamo il tuo sito, ti diciamo cosa lo rallenta e se conviene intervenire. L’ottimizzazione vera e propria è descritta nella pagina velocità e PageSpeed, con i prezzi di partenza su prezzi. Possiamo guardarlo insieme nel nostro ufficio a Perugia oppure in videochiamata.

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